Nelle stagioni scialpinistiche precedenti questa gita è stata effettuata in queste occasioni :
Località di partenza
Data effettuazione
Autore segnalazione
Giud.
(1-5)
Qualità neve
(alto - metà - basso)
Altezza neve
(in quota - metà - partenza)
Gias Cavera - Carbonetto - Gias Serour
24/05/2018
Dario Adamo
2-in sinistra idrograf - sulla destra era bella gelata
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Note : anzitutto va detto che al Savi non ci siamo arrivati, anche perché scarseggia la neve, la gita in pratica è arrivata a La Moura (un po' sopra al colle Serour). (registro sotto il nome Savi perché non ho trovato La Moura) siamo saliti in dx idrgr e scesi in sx, per quelli che "la preferisco ghiacciata" bella discesa in dx. il vallone è molto bello e consigliabile a chi non guarda solo la neve 
Sterrata sotto il rifugio
17/04/2016
Riccardo Murisasco
2-
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Note : Simpatica gitarella in allegra compagnia. Pioggia, nuvole, neve e forte vento in alto; oggi di più non si poteva fare. Discesa al dritto dalla punta con poca neve, comunque suffiente. Parte centrale ancora divertente anche se la pioggia aveva umidificato la neve. Degna conclusione gita al suono del Cin Cin!!! 
Rif Carbonetto 1844m
17/04/2016
Roberto Peano
2-
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Note : Partiti con altri obiettivi, ma desistito per mancanza neve (ove attesa e prevista....), pioggia battente, scarsa visibilità...e quant'altro. A partire da 2200m ca nevischio ma con scarse probabilità di benefici effetti. Ripiegato in salita sul Savi, raggiunto e disceso quasi in verticale con taglio a sn, facendo attenzione a pietre varie. Neve discreta in discesa a metà e sino al pianoro finale. 
gias Serour
04/12/2011
Giacomino Bongiovanni
3-farinosa
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-nella parte intermedia costosa infine molto dura
-suffciete
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Note : Saliti facendo il giro panoramico per il colle mourra dlè Vinche poi sempre per dorsale fino in vetta,io ho lasciato gli sci poco sotto la barra rocciosa ma poi mi sono pentito quando da in vetta ho visto il mio amico a scendere in una sublime farina. Comuque la farina ci ha accompagnato fino in fondo alla conca,poi un breve tratto di crosta per poi passare su un duro primaverile. 
1850 sotto Gias Cavera
30/11/2011
Roberto Peano
3-farina
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-a tratti crosta poi primaverile
-al limite in basso, ok da 1950m
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Note : Scelto per il Vallone e Colle del Serour, data quantità inesistente di neve in basso a Sud, verso Viridio/Viribianc. Percorso -il mio- già tracciato sino al Colle di Sarour, poi con ampio giro mi sono diretto al Savi e alla sua cresta. Bella salita in punta a Sud su neve primaverile e discesa per meno di 100m a Nord su farina da sballo, sino alla barra di rocce che occorre evitare con traverso a sinistra, riportandosi sull'assolato pendio di salita. Poi ancora a Nord pieno su buona farina e pendii assolutamente moderati per altri 200m circa. Poi croste varie, tratti di neve poco sciabile e di nuovo buona neve primaverile sino al fondo, su modeste lingue di neve. Tolti gli sci, occorre portage sulla strada per 15' ca, sino alla barra con catena, ove ho lasciato l'auto, barra che impedisce di scendere al Gias Serour. Giudizio 5 sci in alto, 4 a metà, 2 sci a 2/3zi del percorso, e 3sci al fondo: totale per me 3sci... ma di soddisfazione 
S. Giacomo di Demonte
19/12/2004
Mario Monaco
4-buona, specialmente nella parete est nella parte media e alt
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-50 cm di neve compatta - buon innevamento
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Note : Da effettuarsi con condizioni di neve sicura e a distanza di un po' di giorni dopo le nevicate Seppure è un po' lunghetto l'avvicinamento da S. Giacomo, la gradevolezza dell'ambiente ripaga di tutto. E' interessante perchè dall'ultimo chilometro, già si possono ammirare gli itinerari: est del Savi, del Salè, e la sud dell'Omo, ripidi divertenti e molto consigliabili ai "curiosi" della specialità. Il vallone che conduce al colle di Morina, dove si snoda la via, è stretto alla base e per superarlo procedere come segue. Pervenuti al tornante più basso sotto il gias Viridio, abbandonare la strada e, attraversando in leggera discesa, passare il torrentello che proviene da Valcavera, sui pendii basali del m. Omo sino al gias Serour 1813 m., sovrastato da una paretina rocciosa: si può aggirarla sia a dx che a sx (più ripido) per portarsi sul dosso superiore. Siamo nella parete est del Savi: da qui traversare verso sx la parete, non raggiungere il colle di Morina ma, circa 200 metri di dislivello più in basso del colle, risalire il canalone tra l'anticima (Dente del Savi) e la cima (40° max). E' questo il canalone più ripido della parete est. Già il libro "Dalle Alpi Liguri alla Valle di Susa - 916 itinerari scialpinistici" di Mario Grilli contemplava un itinerario sulla est del Savi, però più facile perchè passante per il colle di Morina 2392 m.. Discesa: conviene scendere dall'anticima, chiamata Dente del Savi, che presenta possibilità più "tecniche": il suddetto canalone, oppure sulla sua sx orografica in una magnifica sciata su pendii con piccoli saltini rocciosi da evitare su nevi scarne, ridotte all'osso ma sicure e compatte. Giunti nella parte bassa del vallone, non entrare nel torrente (salti non superabili in sci) ma tenere sempre la sx orografica sino a raggiungere il torrente Cant e per la carrozzabile ritornare a S. Giacomo. Altre buone possibilità di ripido a portata nella zona: est del Salè (consigliata da Eraldo Viada), la sud e la nord dell'Omo. Giornata splendida con qualche raffica di vento e neve, bell'itinerario non "esagerato", nella parte alta torrioni di roccia alternati a gradevoli scivoli nevosi. Gran panorama sul Matto e sulla valle Stura, con davanti il Malinvern e il profilo est della Maladecia. 
S. Giacomo di Demonte
09/05/2004
Roberto Peano
3-primaverile varia
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-abbondante in alto, sufficiente in basso
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Note : In realtà l'itinerario è stato un anello attorno al monte Salé, culminato con traverso imprevisto, esposto vs alta Valle Stura e assai problematico per durezza neve e ripidezza del pendio, seguito dalla salita classica al Savi dal Colle del Serour (lasciati gli sci a 140m dalla cima). Discesa dal Serour m 2454 per il vallone che riporta nel V. Salé. Partiti da quota 1854 e portati gli sci dalla macchina per 15' ca. Qualità della neve varia, in alto non ancora assestata (e con obbligo di sciata leggerissima). Bella da metà discesa in poi. Il calcolo dei metri, preciso al centimetro, è ovviamente opera di Ugo.