Nelle stagioni scialpinistiche precedenti questa gita è stata effettuata in queste occasioni :
Località di partenza
Data effettuazione
Autore segnalazione
Giud.
(1-5)
Qualità neve
(alto - metà - basso)
Altezza neve
(in quota - metà - partenza)
Rifugio Chaboud
02/06/2015
Riccardo Murisasco
3-
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Note : Partiti dal Rifugio Chaboud dove abbiamo dormito iniziamo la salita a piedi della morena fin poco oltre quota 2800 metri. Poi con qualche gava e buta si possono calzare gli sci. Condizioni del ghiacciaio discrete, qualche crepaccio facilmente evitabile e un po' di buchetti ancora ben coperti. Il tempo è notevolmente peggiorato in prossimità del colle, abbiamo raggiunto la punta con vento freddo e nebbia fitta. Giunti in cima, dalla Madonnina, il tempo è man mano migliorato e ci ha concesso una buona discesa nella parte superiore e mediana dell' itinerario. In basso si sfondava a causa del rigelo notturno assente e del gran caldo. Ambiente magnifico, degna conclusione della splendida due giorni valdostana in ottima compagnia!!! 
Alpe Terrè - Rifugio Chabod
08/05/2009
Sergio Falchero
2-Primaverile
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-Primaverile
-oltre 200 cm.
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Note : Saliti ieri sera dal posteggio presso l'alpe Terrè al rifugio Federico Chabod m. 2750, la bellissima mulattiera che supera il primo ripido tratto, presenta ormai alcuni tratti senza neve, una volta raggiunta l'alpe de Lavassey, la quantità di neve diventa "industriale", arrivati allo Chabod alle 19.40 sotto un cielo azzurro e uno splendido e caldo sole, ma da nord ovest già si addensavano grige nuvole poco rassicuranti. Sveglia alle 4.45 e partenza alle 5.30, nuvole sulle cime e qualche schiarita veloce ci hanno accompagnato nella risalita del ghiacciaio in ottime condizioni malrado il mancato rigelo notturno fino oltre i 3300 metri. Raggiunta la schiena d'asino pensiamo di incontrare il mondo che sale dal Vittorio Emanuele, stranamente ancora nessuno in vista, breve schiarita e fiduciosi risaliamo fino all'ultimo traverso, ma le nuvole vincono e la visibilità si riduce a pochi metri, perdiamo la traccia, arriviamo così al torrione tra il Roc e il GranPa, dove veniamo raggiunti da una comitiva svizzera con guida. Iniziamo la discesa ma ben presto perdiamo le tracce , decidiamo di attendere e per fortuna poco dopo compaiono gli svizzeri, la guida ha il GPS e così riusciamo a ritornare sulla schiena d'asino, in basso le nebbie si diradano e su neve marcia raggiungiamo il Vittorio Emanuele.